Dal 19 al 21 settembre scorsi abbiamo vissuto la bella e indimenticabile esperienza del Pellegrinaggio Giubilare a Roma organizzato dalla Federazione Nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli.

Insieme a noi Vincenziani di Cesena (5 Consorelle e un familiare), c’erano altri 480 Confratelli e amici provenienti da tutta Italia.

Tre giornate di preghiera, di incontri, di festa, di condivisione e di amicizia. Pellegrini di speranza in cammino per ritrovare insieme il senso della nostra identità con gioia e gratitudine al Signore e incontrare così il volto di Dio nelle persone fragili che avviciniamo quotidianamente nelle nostre realtà. È un cammino che parte dalla fede e si nutre di carità.

Non potevamo non andare a Santa Maria Maggiore a pregare sulla tomba di Papa Francesco: colui che ci ha richiamati con la sua testimonianza a essere vicini ai poveri, per essere CHIESA POVERA TRA I POVERI.

Abbiamo sentito vivo lo spirito di Francesco, le sue parole, il suo sorriso, i suoi gesti di tenerezza verso i dimenticati e gli scartati da tutti. Uno spirito che continua perché si realizzi la vera fraternità.

Ascolto e confronto non sono mancati, per scoprire il volto e l’identità della nostra Società, consentendoci di essere al tempo stesso, ancorati al passato, presenti nel presente, protèsi verso il futuro.

L’ascolto delle parole di Papa Leone XIV in Piazza San Pietro, vissuto con gli Operatori di Giustizia, è stato emozionante. Insieme al Presidente Internazionale Juan Manuel Buergo Gòmez e della nostra Presidente Paola Da Ros abbiamo approfondito temi concreti e urgenti in un confronto di esperienze provenienti dalle Conferenze e dai Consigli Centrali; voci di un “bene comune” che si fa strada.

Infine, attraversare tutti insieme la Porta Santa ha rappresentato il nostro rinnovato impegno a essere “pellegrini di speranza” perché Lui, Gesù, è la nostra speranza. Questa è la speranza che va donata ai fratelli con la nostra vicinanza, il nostro accompagnare, la nostra cura, nelle relazioni di amicizia con chi è in situazione di fragilità. Questa esperienza ha certamente allargato il cuore di ognuno di noi, alimentando il calore e l’entusiasmo per ripartire con sempre maggiore fiducia e gioia.

Paola Milandri

La tomba di Papa Francesco a Santa Maria Maggiore